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Platone

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Lo studio di Platone si fonda su 5 domande:  1. La teoria delle idee -  È possibile individuare principi stabili e immutabili a fondamento del mondo sensibile? 2. La concezione della conoscenza - È possibile una conoscenza razionalmente fondata e autentica? 3. La dottrina etica: l’anima l’amore e la virtù - Che cos’è il bene e quali sono i valori che l’uomo deve perseguire? 4. La visione politica e il problema educativo - La conoscenza del bene è sufficiente per la realizzazione di una società giusta? 5. La cosmologia il fondamento delle leggi - Qual è l’origine dell’ordine presente nel mondo fisico e umano? 1)   Platone riparte  da dove era arrivato Socrate, secondo il quale l’anima acquisisce aspetti positivi, grazie alla conoscenza. Da qui Platone punta a stabilire quali siano i valori che deve tenere in considerazione il filosofo per un rinnovamento sociale.  Esistono due mondi : il mondo delle cose che non è altro che L’Iperuranio ( al di la del ciel...

Socrate

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Il metodo dell’indagine filosofica usato da Socrate é il dialogo, che consiste nello scambio e nel confronto con l’altro attraverso la parola; non si tratta però di un parlare vuoto, privo di direzione, perché presenta una struttura ben precisa in cui si possono distinguere due momenti: maieutica e ironia  Ironia:  Consisteva nella dissimulazione (fingere una cosa piuttosto che un’altra), infatti Socrate esaltava le doti del suo interlocutore e si poneva come inferiore, per poi dimostrarne l’ignoranza, così che questo si impegnasse nella ricerca. Crea così un “vuoto” nell’interlocutore, ma Socrate non lo riempe con le sue idee, perché l’obiettivo é quello di far partorire all’altro le idee attraverso una serie di domande. Maiuetica:  Socrate stimola l’ascoltatore a ricercare dentro sé stesso una sua personale verità. La maieutica é infatti l’arte di aiutare le donne a partorire i bambini, allo stesso modo Socrate era un “ostetrico di anime”. La verità diventa quindi una c...

Gorgia

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Se Protagora ha messo in crisi il rapporto tra realtà e linguaggio, Gorgia lo distrugge completamente. Gorgia si pone polemicamente contro il pensiero di Parmenide, confutandone l'identità tra realtà, pensiero e parola alla base della filosofia eleatica. Si parte da un'identità: il non essere è il non essere. E fin qui non ci piove. Ma se il non essere è non essere, vuol dire che "è" qualcosa. Quindi il non essere è. E negando il contrario, l'essere non è. "anche se fosse conoscibile, sarebbe incomunicabile". Queste tre proposizioni negative riassumono il nichilismo di Gorgia, ancora più radicale del relativismo di Protagora: non c'è modo di verificare oggettivamente se un discorso è vero (perché la parola non è in grado né di esprimere il pensiero, né di descrivere la realtà), ma l'importante è che sembri vero, affinché susciti "credenza" nei confronti del pubblico.   Con Gorgia la filosofia è ridotta a eristica, all'arte di sopra...

i sofisti

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  -  Chi erano ?  I sofisti furono dei filosofi che fecero una  rivoluzione nell'ambito della riflessione filosofica ,  concentrandosi su  temi del linguaggio, della politica, delle leggi, dell'educazione,  cioè i problemi che riguardavano l'uomo e la società ; operando una vera e propria inversione rispetto al pensiero dei filosofi precedenti, che indagavano sul cosmo naturale e la ricerca di un principio originario. Erano esperti del sapere e giravano di città in città facendosi pagare per il proprio insegnamento, erano cioè come dei professori itineranti.Ancora oggi “sofista” è un termine negativo che indica una persona che sa fare dei discorsi molto convincenti ma che in realtà ha un sapere soltanto apparente. Con loro l'esercizio del sapere diventa un vero e proprio mestiere, attuato spostandosi da un luogo all'altro per cercare discepoli. Fu grazie a questi spostamenti che acquisirono una mentalità aperta e cosmopolita.  L'insegnamento dei s...
  I PLURALISTI  Essi possono affermare con Parmenide che nell'universo non c'è nascita ne distruzione. -Empedocle descrive la nascita dell'universo a partire dalla sfera su cui si mescolano e si confondono le quattro radici ovvero fuoco acqua terra e aria. Tali principi sono eterni immutabili e identici a se stessi  -Anassagora sostiene che vi siano infinite qualità cioè infiniti semi che si chiamano omeomerie. Tutti i semi sono contenuti in tutte le cose, ciò che cambia è la prevalenza di un tipo di seme. Introduce il nous che definisce come la più pura e sottile di tutte le cose -Democrito sostiene l'esistenza dell'atomo che è indivisibile ed è quindi un'unità. Accanto agli atomic'è lo spazio che costituiscono il vuoto ed è quindi il non essere 

Zenone

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Zenone fu un altro massimo esponente degli aleati, proprio come Parmenide, infatti suo fedele discepolo e per questo difende la sua tesi, ovvero quella del movimento, ma si trova d'accordo anche con la tesi dei pitagorici sulla pluralità dell'essere e delle cose.    Zenone utilizza una delle prime forme di ragionamento dimostrative applicate alle discussioni filosofiche ovvero la riduzione all'assurdo, che consisteva nell'ammettere in via di ipotesi la tesi dell'avversario, al fine di mostrarne tutte le conseguenze "paradossali" e poi tornare a quelle opposte del maestro. 

Parmenide

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Parmenide invece con un opinione addirittura opposta a quella di Eraclito, pone l'essere al centro della discussione filosofica e sostiene che occorre abbandonare il mondo dei sensi e dell'opinione e seguire la via della ragione che conduce alla unica verità, la quale dice che il non essere non è e non può essere pensato e che l'essere ha delle caratteristiche ben precise che sono:   -  ingenerato e imperituro , infatti, se nascesse, dovrebbe derivare da ciò che non è; ma niente può derivare da ciò che non esiste, dunque l'essere non può nascere.  -  eterno , esso non ha né passato né futuro è in un eterno presente -  immutabile e immobile ,   infatti ogni movimento implica una contaminazione tra uno stato A e uno stato B dei corpi, in cui B deve essere concepito come differente da A.  -  finito , secondo la mentalità greca, la perfezione non è data dall'infinità ma dalla finezza.